Opera - Seconda - Baschi Blu

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La Sardegna è raffigurata in fondo a un baratro, una sorta di canale con acqua che divide la sovrastante pianura; sullo sfondo, in lontananza, si libra il disco solare che potrebbe essere inteso all’occaso, ma anche nella fase dell’aurora.
Un lungo stelo si eleva dal centro dell’Isola e culmina con una bocca dentata simile a un fiore pronta a fagocitare i brandelli di parti anatomiche umane che fuoriescono, filtrate da una clessidra, simbolo del tempo, ancorata all’apice di una scala a foglio che forma una sorta di ponte sull’abisso.
I due lati della scala sostengono due personaggi denudati; entrambi portano un copricapo: quello sulla destra ha un "basco blu" con l’effige dell’aquila, simbolo della Repubblica Italiana; tenta di salire e sta col piede destro sul terzo piolo nel tentativo di elevarsi, ma l’altra gamba, radicata al terreno lo trattiene. L’arto ha la foggia di un tronco da dove si diparte un piccolo ramo che sostiene un frutto, una grossa pera che porta una foglia sul picciolo. Il personaggio sembra voler rincorrere il "bandito", con in testa una coppola, dipinto sulla sinistra della tela; appare anch’egli radicato al terreno, e questa volta il tronco è costituito dal suo stesso braccio sinistro (che non produce frutti) mentre con la mano destra si abbarbica al terzo piolo dell’altra parte della scala. Il motivo iconico evidenzia una salita ("basco blu") e una caduta ("bandito"), ma auspica una soluzione di questo confronto/scontro, nel tempo.
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