Opera - Prima - Baschi Blu

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Nel quadro appare un globo terraqueo ove primeggia la Sardegna dalla quale si erge una entità che ha connaturata nel torace una gabbia/prigione. La testa della figura, che non viene descritta nella tela, allude a un potere, a una presenza incognita e occulta che manovra e sostiene con dei fili come una sorta di "giustizia" incombente, ma anche come un "burattinaio", i due personaggi antagonisti. Quello a sinistra simboleggia il "bandito" con coppola e un fazzoletto per perizoma, figurato nell'atto di scappare, ma è doppiamente legato e connaturato col suo braccio destro a quello del personaggio dipinto sulla destra.
La gamba destra del "bandito" che si interseca nelle gambe del personaggio centrale, peraltro è parte integrante della solida catena che lo vincola al personaggio di destra collegandosi al suo braccio sinistro. Quest'ultima figura appare alquanto ambigua: porta in testa la metà di un "basco blu" ed il petto è vestito per metà con una tuta mimetica. Inoltre si individuano altri elementi significativi: la gamba sinistra del "basco blu" termina con una rotellina che sostituisce il piede e sembra poter velocizzare la realizzazione dell'intervento, mentre la gamba destra si trasforma in una spirale che pare proiettarsi in lontananza, verso un ipotetico orizzonte e al culmine di questa proiezione è raffigurata un'ancora, simbolo di appiglio, di rallentamento se non di fermezza e di sicurezza statica. Sicuramente il "basco blu" appare sdoppiato, come appartenente a due realtà contrapposte e conflittuale (è qui testimoniato il momento in cui molti "baschi blu" furono selezionati fra gli agenti di origine sarda).
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