Il discorso del Questore - Baschi Blu

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Album fotografico
Ex appartenenti al Reparto Prevenzione (Baschi Blu) del 2° Celere di Padova
Discorso del Questore di Oristano  
Dr. Vincenzo CARROZZA
Autorità, Signore, Signori, Colleghi, grazie per essere oggi intervenuti, perché la vostra gradita presenza conferisce particolare solennità al nostro raduno.
Prima del mio intervento sento il bisogno di inviare un deferente saluto e di ringraziare il Signor Capo della Polizia Prefetto Gianni De Gennaro, per il forte impulso innovativo che sta dando alla Polizia di Stato e per il sostegno che ha voluto dare a questa nostra manifestazione, sostegno che è testimoniato dalla presenza odierna del Signor Vice Capo della Polizia Vicario Prefetto Felice Tombolino che lo rappresenta.
Ringrazio il Direttore del C.A.I.P. di Abbasanta per tutto quello che ha fatto per questa cerimonia e con lui tutto il personale, ringrazio ancora il 7° Reparto Volo che ci ospita ed il Comando della “gloriosa” Brigata Sassari per averci ancora una volta concesso la presenza tra noi della sua banda. Un grazie riconoscente all’Anps di Oristano a nome dei baschi blu, per l’impegno profuso e a tutti coloro che ci hanno sostenuto, e alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma qui presenti in gran numero.Un saluto particolare alle Associazione dei Carabinieri in congedo di Abbasanta, Ghilarza e Norbello che oggi son qui presenti, con i Carabinieri in congedo del Nucleo Squadriglie Eliportato “Falchi di Sardegna”, che negli anni 1966/1970 erano accasermati con noi in questa Caserma, con i quali con grande spirito di colleganza e di amicizia, condividevamo il duro impegno di servizio. Ci tengo con piacere ad informarvi che il Generale Gianfranco Siazzu Comandante della Regione Carabinieri Lazio, che allora da Tenente comandava il Nucleo Squadriglia Eliportato, mi ha fatto pervenire un messaggio di augurio e di saluto per tutti voi. In occasione di questo nostro raduno che si tiene a trent’anni esatti dalla partenza dei “baschi blu” dalla Sardegna, non senza emozione mi accingo a ricordare il nostro Reparto. L’emozione è dovuta al fatto di trovarmi qui ad Abbasanta dove ho trascorso una parte significativa della mia vita di servizio, dapprima giovanissimo nei baschi blu e poi, a distanza di quasi vent’anni, come Direttore, succedendo al Dirigente Generale Paolo Angioni che ha realizzato questo bellissimo Centro durante la sua lunga permanenza al C.A.I.P., emozione ripeto, che credo comune a tutti voi, perché rincontrarci dopo tutto questo tempo mi fa raffiorare ricordi ormai lontani.
Rammento chiaramente la serata del 1° ottobre del 1970 a Nuoro, quando incolonnati in una fila di campagnole e di Jepponi, mentre aspettavamo la colonna di Abbasanta che si doveva unire a noi per rientrare in continente, che scherzavamo spensierati cantando a squarciagola la “canzonaccia” dei baschi blu. In fondo credevamo solo di fare un viaggio a Roma di qualche giorno..
In quel momento, con la biancheria al seguito, così come ci era stato detto, per quindici giorni, non sapevamo che ci sarebbe toccato un lungo anno di duro servizio, dislocati dal Nord al Sud dell’Italia, perché in quell’anno, forse come sbocco naturale della contestazione del ’68, era iniziato sicuramente il decennio più buio della vita della Nostra Repubblica.
Quell’anno violente contestazioni di piazza scuotevano il nostro Paese, vi era l’emergenza del Terrorismo internazionale negli aeroporti, si era accesa la grave situazione di O.P. e Reggio Calabria e, anche se in misura minore, a l’Aquila per le questioni del capoluogo..
Luoghi dove, tenuto conto della pericolosa situazione per l’ordine e la sicurezza pubblica si riteneva che il nostro Reparto per il suo addestramento, così come si verificò, dovesse essere impegnato.
Allora non ci rendevamo conto che i baschi blu, così come erano stati costituiti, non sarebbero più rientrati in Sardegna e che successivamente il Reparto, per decisione politica, sarebbe stato sciolto, ma lo spirito, il patrimonio di esperienza, le tecniche di addestramento e la gran parte degli uomini che l’avevano costituito, avrebbero consentito però in seguito, proprio qui ad Abbasanta, la creazione del Centro di Addestramento ed Istruzione Professionale.
Centro che negli anni successivi durante il periodo del terrorismo, costituì il punto di riferimento addestrativi interforze di Polizia per le tecniche antiterrorismo e contro la criminalità organizzata, per le scorte, e soprattutto che consentì la creazione del Nucleo Operativo Centrale Speciale meglio conosciuto come NOCS.
Il Reparto dei Baschi Blu creato e voluto, nell’anno 1967, dall’allora Capo della Polizia Prefetto Vicari, nell’ambito del 2° Reparto Celere di Padova, per contrastare il banditismo ed il fenomeno, ad esso collegato, del sequestro di persona a scopo estorsione, dalla metà del 1966 al 1970 costituì con le sue squadriglie, insieme a quelle dei Carabinieri, un importante tassello del dispositivo del controllo del territorio più impervio, aspro e di più difficile accessibilità del Nuorese.
Non sta me oggi, che ho fatto dei baschi blu, giudicare o esaltare l’operato e l’efficienza del Reparto.
C’è chi lo farà in maniera più autorevole di me.
Tuttavia qualsiasi opinione si possa avere in merito, i caduti in servizio che oggi ricorderemo, i feriti, i numerosi scontro a fuoco sostenuti dalle squadriglie durante il loro servizio e qui mi sovvengono i nomi di alcune località di dove si verificarono, Janna Bassa e Marreri di Nuoro,Bivio Montes, Funtana Bona e Tumba Tumba di Orgosolo, Nuraghe Intelai di Orune, Mandra e Rosa di Silanus ed altri stanno a significare che, comunque, l’impegno e la serietà del servizio dei baschi blu c’è stata.
Oggi però mi preme e voglio sottolinearlo, anche a nome dei partecipanto al raduno, il significato della odierna giornata.
Vi assicuro che incontrare qui i colleghi e i dipendenti con i quali si è diviso un periodo di servizio difficile e duro, ma anche per certi versi esaltante, provoca una ondata di forte ricordi.
Ricordi che, come sempre avviene, sono ingigantiti e trasfigurati dal tempo trascorso.
Forse perché si era giovani e si sa che quando si rammentano i tempi passati tutto sembra bello perché irripetibile e si dimenticano le cose più tristi, ma noi quest’oggi non lo faremo.
In tutti noi, comunque, che abbiamo vissuto quel periodo di servizio, è rimasto un legame fortissimo che ci unisce.
- Forse perché ci distinguevamo dagli altri.
- Forse  perché  ci  ritenevamo  con  la  presunzione  dei  giovani,  i  più bravi nel nostro settore di impiego.
- O forse perché orgogliosi per il nostro basco blu reso così popolare dalle cronache giornalistiche di allora.
Il sacrificio e lo spirito di servizio del Reparto cementava l’amicizia tra i vari componenti, in quanto tutti facevamo la stessa vita di lavoro, tutti pativamo gli stessi disagi e tutti correvano gli stessi rischi senza distinzione di ruolo e grado.
La giornata è per noi tutti soprattutto la festa della memoria, e per questo che adesso vorrei anche rivolgere un pensiero deferente anche a chi dei nostri non è più tra noi.
Uno per tutti voglio ricordare, perché questo è sentito fortemente dai baschi blu, Il Generale Gaetano GENCO, mitico Comandante del 2° Reparto Celere di Padova che tanto ha contribuito alla fine del 1968 a rafforzare il nostro Reparto, prendendo come base l’addestramento come presupposto indispensabile ed imprescindibile, del servizio operativo delle squadriglie al fine del controllo del territorio più aspro ed impervio del nuorese.
Fra poco ricorderemo anche i baschi blu che hanno perduto la vita in questa terra di Sardegna nell’adempimento del loro dovere.
Giovani del meridione d’Italia che avevano pensato di costruire il loro avvenire “arruolandosi”, così si diceva allora, nella Polizia.
Poco più di un anno fa abbiamo intitolato questa caserma al capitano della Polizia Franco STRAULLU, un giovane nuorese di 26 anni, ucciso in un vile agguato a Roma il 21 ottobre 1981 da un commando di terroristi, perché si era esposto oltre ogni limite nella lotta al terrorismo tanto da diventare un “obiettivo” da eliminare, così come diceva il delirante comunicato che ne rivendicava il fatto. In quell’occasione nel mio intervento come Questore, citai una frase che ritengo sempre attuale del Difensore Civico della Sardegna Prof. CONTINI, che in proposito del capitano STRAULLU ebbe a dire …… "che troppo spesso i criminali continuano a far notizia mentre il ricordo di chi è caduto per garantire a tutti noi una vita tranquilla e serena si fa evanescente fino a sparire".
“La memoria storica siamo noi che abbiamo vissuto quei tempi ma non abbiamo sovente l’accortezza di trasmetterla ai più giovani”.
Ebbene baschi blu, è soprattutto questo il senso di questa giornata.
Infatti siamo qui per non dimenticare e per far conoscere ai giovani che oggi fanno parte della Polizia di Stato, con la nostra testimonianza, una parte della storia della Polizia Italiana e della tradizione di sacrificio degli uomini che ne fanno parte.
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