A ricordo dei Caduti - Baschi Blu

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Abbasanta - Il primo ottobre del 1970 i baschi blu, i poliziotti del secondo reparto celere di Padova lasciavano la Sardegna. Per quattro anni avevano lavorato nell’Isola per combattere il banditismo nelle sue forme più violente: sequestri, omicidi, rapine. Quegli anni sono stati ricordati, ieri mattina, al Caip di Abbasanta, dove i baschi blu, così chiamati per il colore del berretto che portavano, avevano lo loro base logistica, da dove poi spostarsi per svolgere il loro servizio soprattutto nel nuorese. L’attuale questore di Oristano Vincenzo Carrozza faceva parte di quel corpo, era arrivato in Sardegna proprio con i baschi; è stato proprio Carrozza a chiamare a raccolta ad Abbasanta i poliziotti di allora, le autorità civili e militari, il vice capo della Polizia Sergio Tombolini, il prefetto di Oristano Luigi Riccio.
Anni di lavoro, di forte impegno, anche di critiche perché mai come negli anni a cavallo fra il 60 il 70 la Polizia era intervenuta in massa nella lotta al banditismo.
Ad Abbasanta, ai trent’anni esatti, per non dimenticare, per ritrovarsi insieme come una volta. Messa al campo, ricordo dei tre poliziotti assassinati, esercitazioni. Molte lacrime e un arrivederci al prossimo Raduno.
Ciavola
Grassia
Servodidio
Nel saluto, Vincenzo Carrozza ha ricordato i passaggi più significativi dei baschi blu in Sardegna i numerosi conflitti a fuoco che li vide impegnati e che costarono la vita a tre agenti: Michele Servodidio assassinato nelle campagne di Mamoiada, Pietro Ciavola e Antonio Grassia a “Osposidda”, Orgosolo.
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